Docenti

RIFLESSIONE PERSONALE DI
UNA DOCENTE

Nella scuola ho visto bambini “usati” dai bulletti o bullette e spinti a rubare in classe piccole cose per poi far ricadere la colpa su altri o ancora in cambio di “protezione” data da alunni grossi e forti, rinunciare ad amici per eseguire l’ordine di “isolarli”. Ricordo un’alunna che non voleva andare in viaggio d’istruzione per paura di restare “sola”, ignorata dalle compagne. Questi episodi si manifestano di norma durante la ricreazione, all’ingresso e all’uscita dalla scuola, in momenti in cui possono sfuggire più facilmente all’attenzione dell’insegnante. Questo perché i piccoli bulli, tanto forti e prepotenti con i deboli, hanno paura delle punizioni degli adulti (genitori, insegnanti, amici) perciò agiscono e cercano di ottenere il “risultato desiderato” in maniera nascosta e con continue minacce. Ecco perché è difficile individuarli, isolarli e gestire queste reazioni “malate”. L’adolescente, invece, ha bisogno di “pubblico” per manifestare la sua “forza” per cui palesa sempre la sua cattiveria. In classe, in particolare nella scuola primaria, non è facile individuare prevaricazioni perché spesso l’insegnante tende a gestire con una certa “rigidità” la vita scolastica per cui non vi è spazio per i piccoli per palesare apertamente un sopruso. È tutto nascosto, sommerso subdolo e la paura la fa da padrona. Inoltre, alcuni insegnanti, pur individuando queste problematiche, le ignorano o le sminuiscono per non mettersi in discussione …..nella convinzione…. “se nella mia classe non ci sono problemi io sono una brava insegnante”… “se ignoro e gestisco la situazione imponendomi niente si manifesta, ma niente si risolve, tutto è apparentemente normale. E cosi il problema non viene affrontato ne con i genitori e ne con i colleghi ugualmente bendati.
CHI AIUTA queste povere piccole vittime? CHI LE TUTELA? Con chi possono parlarne? Con i genitori che sminuiscono o con gli insegnanti che con due strilli cercano di riportare ordine e silenzio in classe anche per convincersi che non esistono problemi, loro sono “brave” quindi niente bullismo. Nel frattempo….. convivere con la paura diventa angoscia, difficoltà a relazionarsi, difficoltà nell’apprendimento, difficoltà a vivere un’infanzia felice o almeno spensierata”.

Adriana Cau, Insegnante

 

 

CONSIGLI PER GLI INSEGNANTI : Approccio alla Prevenzione e al Contrasto del Cyberbullismo.
Alcuni esperti (Mason, 2008; Willard, 2007) suggeriscono quanto sia importante per le scuole adottare azioni preventive per proteggere i propri studenti dalle prevaricazioni elettroniche e allo stesso tempo rispondere alle emergenze mantenendo un clima scolastico sicuro. Ciò implica essere informati su cosa è il cyberbullismo (cyberbullying), come influisce sugli studenti e su come si può creare un ambiente sicuro a scuola. Le recenti ricerche (Supporting School Staff, 2007 – Safe to Learn Cyberbullying Guidance), infatti, indicano cinque punti chiave per affrontare il cyberbullismo (cyberbullying) ed offrire, allo stesso tempo, un efficace ed integrale approccio alla prevenzione:
• Comprendere e parlare del cyberbullismo: è importante dare una corretta definizione di cyberbullismo (cyberbullying) ed essere consapevoli dell’impatto e delle conseguenze a livello emotivo ed il modo in cui differisce dalle altre forme di bullismo;
• Migliorare le esistenti pratiche e politiche di prevenzione: sviluppare nuove procedure per prevenire e rispondere in maniera efficace agli episodi di aggressione elettronica; mantenere un monitoraggio degli stessi ed assicurare la coerenza nell’investigare, supportare e sanzionare;
• Segnalare episodi di cyberbullismo : tutto lo staff della scuola così come gli alunni ed i genitori devono comprendere l’importanza di segnalare immediatamente episodi di cui i ragazzi sono vittima o testimoni;
Promuovere un uso responsabile delle nuove tecnologie;
• Valutare l’impatto delle attività di prevenzione e contrasto al cyberbullismo.

PREVENIRE
Ogni scuola deve innanzitutto adottare una politica che sviluppi nei giovani un uso consapevole e responsabile di Internet e del cellulare:
• Regole chiare sull’uso di materiale, software ed accesso ai network forniti dalla scuola (computer, ambienti virtuali di apprendimento ed accesso ad internet);
• Utilizzare software filtro e di tracciamento su tutti i computer della scuola;
• Incoraggiare ed adottare programmi di prevenzione che comprendano lezioni su cosa è e quali conseguenze ha il cyberbullismo e, soprattutto, assicurarsi che gli studenti capiscano che pubblicare fotografie, video o informazioni private, mandare messaggi volgari on line o attraverso messaggi di testo con il cellulare ad un compagno di classe è una forma di bullismo. Le lezioni devono, inoltre, includere indicazioni per i testimoni (bystanders), cioè di coloro che assistono o hanno sentito parlare di episodi di cyberbullismo, nel segnalare e rispondere alle aggressioni.
Secondo Papuzza (2008, Educazione e nuovi media, Mondadori) un utente sicuro e responsabile:
• è in grado di utilizzare lo strumento da un punto di vista tecnico;
• riconosce e sa gestire le emozioni che possono emergere utilizzando tali strumenti;
• è in grado di assumersi le responsabilità finali delle proprie decisioni;
• è consapevole del rispetto che deve a se stesso e agli altri;
• è cosciente e partecipe dei propri diritti.
Hinduja e Patchin (Activities for Teens: ten ideas for youth to educate their communities about cyberbullying) hanno individuato una “top ten” di attività che i giovani possono mettere in atto ed in cui è essenziale che loro possano essere soggetti attivi nel processo di prevenzione e contrasto:
• informarsi sul fenomeno;
• intervistare gli esperti;
• creare poster informativi;
• sviluppare website, blog o un gruppo su Facebook;
• guidare gli studenti più giovani, condividere le propri idee ed esperienze;
• parlare del fenomeno con i compagni più giovani e con i parenti;
• scrivere lettere ai giornali locali;
• creare un servizio pubblico di comunicazione sul fenomeno (creazione di video o post su Facebook e YouTube);
• produrre t-shirts creative, spille, adesivi;
• riesaminare gli interventi anti-cyberbullsimo nella tua scuola.
Consigli per gli insegnanti – Rispondere alle emergenze
Effettuare un’attenta valutazione della minaccia, se l’episodio aggressivo avviene all’interno della scuola; invece, se avviene al di fuori della scuola è utile considerare quali azioni possono essere messe in atto per affrontare l’atto di prevaricazione:
• salvare i documenti, cioè copie di messaggi, websites e istant-message;
• identificare l’aggressore;
• supportare la vittima: fornire assistenza tecnica e supporto emotivo;
• monitorare il comportamento della vittima in modo che possa utilizzare le risorse della scuola come lo Sportello di Ascolto o altre forme di sostegno;
• parlare con gli studenti del cyberbullismo e dei suoi effetti.

IMG_1245 - Copia (5)

 

Diseguito è riportato il PDF:

www.sicurinrete.it/superkids/manuale-superkids.pdf

 

 

 

 

Fabio Frittoli: “CORTOMETRAGGIO SUL CYBERBULLISMO”

http://fabiofrittoli.altervista.org/tag/cyberbullismo

Fabio Frittoli è un insegnante e formatore che da molto tempo, per interesse personale e professionale, si occupa dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica.